Le armi da assedio Le armi da assedio

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Nel medioevo vennero impiegate varie macchine belliche.

Per semplificare, le possiamo dividere a causa del loro funzionamento in tre gruppi principali:

1) Le macchine nevrobalistiche o a torsione, che utilizzano per il loro funzionamento l'energia liberata dal rapido svolgimento di una matassa, di solito una corda di fibre o di capelli di donna, come:

  • la catapulta o onagro:
    Una catapulta è una macchina da assedio che sfrutta un braccio per scagliare un proiettile a lunga distanza. Il nome deriva dal greco "kata pelta", ovvero "attraverso lo scudo": il pelta è il piccolo scudo di legno e cuoio della fanteria leggera greca.
    Originariamente infatti la catapulta scagliava dardi capaci di trapassare le corazze meno robuste. Con il tempo il termine è passato ad indicare una qualsiasi macchina che scaglia un oggetto, ma con catapulta generalmente ci si riferisce alla macchina da assedio medioevale, il cui nome specifico è onagro. Le catapulte venivano solitamente assemblate sul luogo dell'assedio, e gli eserciti portavano con loro pochi o nessun pezzo di tale macchina, in quanto il legno era solitamente disponibile sul posto.
  • la balista:
    La balista (latino ballista, a sua volta derivato dal greco ballistes, da ballein "tirare") è una grande macchina d'assedio inventata dai Greci e usata soprattutto dai Romani. Lanciava grandi dardi o giavellotti o pietre sferiche singolarmente o per piccoli gruppi, secondo il tipo di modello.
    è considerata l'arma più complessa costruita prima della rivoluzione industriale e l'unica arma pre-industriale ad essere stata progettata scientificamente. In generale la ballista si costruiva in legno, con qualche parte costruita o al meno rivestita di metallo e venivano utilizzate corde o tendini di animali come tensori.
    Riceve l'energia dalla liberazione di due grandi matasse ritorte. Il suo utilizzo è cessato verso l'anno 1000 a causa dei costi per costruirla, preferendo macchine meno costose.
    Nel XV secolo, l'arrivo del cannone nello scenario europeo fece si che la balista e molte altre macchine da assedio come le catapulte, furono relegate all'oblio.

 

2) Le macchine a contrappeso, che utilizzano per il loro funzionamento l'energia prodotta dalla caduta del contrappeso

  • il trabucco:
    Il trabucco (o trabocco) è una macchina d'assedio di grandissime dimensioni. Può essere considerato una sorta di catapulta, limitata però dalle sue dimensioni e dalla posizione fissa. Utilizzato spesso negli assedi, era la più grande arma a tiro indiretto a disposizione degli assedianti. Si pensa che il trabucco sia stato inventato in Cina tra il V e il III secolo a.C..
    Il trabucco a contrappeso deriva dal trabucco a trazione cinese, più semplice. La macchina giunse in Europa verso il 500 d.C..
    è costituito da un enorme braccio di legno posto in posizione molto elevata, su di una struttura di sostegno abbastanza grande e robusta da sostenere lo sforzo e la tensione a cui la macchina viene sottoposta durante il suo impiego. Il braccio è montato su un perno orizzontale nel punto in cui incontra le struttura di sostegno, in maniera tale che un'estremità del braccio, la più sottile, sia più lunga, robusta e pesante dell'altra. A quest'ultima viene di solito appesa una cassa o un grande cesto, che dovrà essere riempito di macigni o di altro materiale abbastanza pesante da fungere da contrappeso.
    All'altra estremità del braccio è appeso un gancio a cui è fissata una specie di grossa fionda, all'interno della quale è posto il proiettile, di solito un grande masso. Durante la fase di ricarica, l'estremità più sottile dell'asta viene abbassata con l'ausilio di corde e ancorata ad un gancio collegato ad una leva di rilascio. Al momento stabilito, viene azionata la leva di rilascio e l'effetto del contrappeso scaglia il proiettile con una traiettoria a parabola.
    Questa eccezionale macchina d'assedio può scagliare pesantissimi macigni fino alla considerevole distanza di 300 metri. Le munizioni utilizzate erano varie: si poteva far uso di pietre levigate, ma anche di semplici massi del peso di alcune centinaia di kg. Per incrinare il morale degli assediati, si ricorreva alla macabra pratica del lancio delle teste di soldati morti, o venivano lanciate carcasse infette di animali allo scopo di creare epidemie.
    Pur essendo l'arma di "artiglieria" medievale più potente dell'epoca, il suo unico difetto è la scarsità di precisione, compensato però dall'enorme potenziale distruttivo che permetteva, nel giro di poche ore, di distruggere perfino una piccola fortezza.
    Le dimensioni, la grande quantità di manodopera richiesta per l'utilizzo, la difficoltà d'impiego ed il costo, tuttavia, limitarono la diffusione di quest'arma ossidionale. Questo dato sarebbe confermato anche dal fatto che a ciascuna di queste macchine venisse dato un nome proprio (come successe, in seguito, ai grandi pezzi d'artiglieria della Grande Guerra).
    Sebbene micidiali contro le mura, i trabucchi furono usati soprattutto per colpire le strutture all'interno delle fortificazioni che, come i granai, i pozzi e le cisterne, erano d'importanza strategica. La distruzione delle scorte, infatti, spesso significava la resa immediata degli assediati.
  • il mangano:
    Il mangano è un'arma da lancio medievale, simile ad una catapulta o ad un trabucco, costituita da un'asta imperniata su un supporto. Ad una delle estremità era fissata la fionda che doveva ospitare il proiettile (poteva essere un cesto ottenuto incrociando corde oppure in modo analogo realizzato in cuoio). All'altra estremità erano fissate delle corde per la trazione.
    La differenza tra il trabucco e il mangano sta nella trazione: il mangano sfrutta la forza umana (attraverso le corde) mentre il trabucco sfrutta un peso basculante. Il mangano in termini di gittata e peso del proiettile fu superato dal trabucco agli inizi del XIII secolo, ma per essere utilizzato aveva bisogno di un maggior numero di uomini specializzati.

 

3) I pezzi d'artiglieria, che utilizzano per il loro funzionamento l'energia prodotta dall'accensione della polvere pirica. (Leggi l'articolo "A colpi di archibugio verso il progresso")

 

LE MACCHINE NEVROBALISTICHE O A TORSIONE

Le macchine a torsione furono le primi armi da lancio pesanti inventate nella Storia. Le prime tattiche poliorcetiche, ossia dell'assedio, vennero create in Grecia. Prima, infatti, l'arte dell'assedio consisteva raggiungere gli spalti grazie a delle scale, poi, grazie soprattutto al genio militare di Filippo II, alcuni ingegneri crearono le elepoli, le torri semoventi e gli arieti. Tuttavia, le mura potevano essere aggredite anche da lontano, grazie alle prime catapulte, come l'eutione, che lanciava frecce, ed il palintone, che lanciava pesi.

Nell'epoca romana, poi, venne inventata la balista e la catapulta. Grande interprete dell'arte polircetica fu Caio Giulio Cesare che riuscì a conquistare Alesia dopo molti mesi. Dopo ogni assedio, però, in territorio straniero, i romani dovevano distruggere le catapulte perchè, appunto, troppo grandi ed impegnative da trasportare. Ovviamente gli eserciti stranieri ripulivano le zone dagli alberi, per evitarne la costruzione, e dalle pietre comuni di modo da rendere impossibile un ipotetico impiego di queste come proiettili da parte delle macchine.